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Anteprima preparata da Federico Vitiello per CdWeb. Non è il sito ufficiale di Pozzoli.Anteprima preparata da Federico Vitiello per CdWeb. Non è il sito ufficiale di Pozzoli.

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Per CdWeb

Ho rifatto la home di Pozzoli. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.

Nel vostro caso studio su Pozzoli scrivete che avete riprogettato i contenuti strategici, la home compresa, «per favorire le richieste da parte degli utenti», e che il tono è diventato «più diretto, chiaro e orientato all’azione». Si sente: le parole della home di oggi funzionano, e qui le ritrovi tutte, parola per parola, a cominciare da «Vuoi che il packaging del tuo prodotto lavori per te?». Il vostro lavoro sul francese, la prima pagina di Google in dieci mesi, resta dov’è: questa anteprima rifà la home italiana.

Il caso studio, sul sito di CdWeb (si apre in un'altra scheda)

Della home avete riprogettato i contenuti, e nel caso studio scrivete di aver migliorato anche la struttura tecnica e le lingue. Le parole però girano su un WordPress con un tema commerciale, coi file più vecchi della home del 2021, ed è lì che perdono strada: dal telefono, in 4G, la prima schermata è completa dopo 9,5 secondi, e in uno dei miei due passaggi il server ha risposto dopo 9,9 secondi.

Pozzoli non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattato.

Il prima e il dopo della home, dal telefono

La prima schermata della home di oggi sul telefono: la sede di notte e «Packaging rivoluzionari. Fin dal 1968»
Oggi, dopo aver chiuso il banner dei cookie
La prima schermata della home rifatta sul telefono: la Twist2Open chiusa nella mano e il titolo sul nero
L’anteprima

Con Lighthouse, l’esame di PageSpeed (dal telefono)

Lo stesso esame che rifai in un minuto su PageSpeed Insights, dove gira sulle macchine di Google e i numeri cambiano un po’ da un giro all’altro. La rete e il processore lenti li simula con un calcolo: per questo i suoi secondi non coincidono con quelli della sonda qui sotto. Due passaggi: del sito di oggi tengo il migliore, dell’anteprima il peggiore.

Il voto delle prestazioni
99 su 100invece di 34
La prima schermata (LCP)
2,1 sinvece di 7,4 s

Con la sonda, in una rete rallentata davvero

Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta: tre giri, e la mediana. Il peso e le richieste li conta lei.

La prima schermata (LCP), in 4G
0,9 sinvece di 9,5 s
La stessa, in una rete lenta
2,1 sinvece di 25,5 s
Il peso al primo caricamento
661 KBinvece di 3,8 MB
Le richieste ad altri siti
0invece di 25

Misurato il 26 ottobre 2026 dalla mia macchina, col profilo del telefono: Lighthouse 12 in due passaggi, la sonda in tre giri; il sito di oggi alle 17:05 e alle 17:14, l’anteprima pubblicata alle 18:21 e alle 18:23. Lighthouse conta 787 KB in tutto: 458 KB sono i 59 fotogrammi della scatola che si apre, che il telefono scarica dopo la prima schermata, quando è libero, e senza di loro la pagina pesa 329 KB. Anche nel peso della sonda ne entra una parte.

Che cosa ho cambiato, e perché

  1. La scatola si apre con le mani di chi guarda

    Nello spot di Pozzoli, al ventitreesimo secondo, una mano apre una Twist2Open™: la parte di sopra sale e compare il flacone. Ho preso quei due secondi e poco più, 59 fotogrammi, e li ho dati allo scorrimento: chi scorre apre la scatola, e se torna su la richiude. È il principio con cui lavoro, «feel, don’t tell»: prima di leggere «Packaging rivoluzionari», lo provi. A fine corsa un cartellino dice che quella scatola è un loro brevetto, e più giù, nella fascia dei brevetti, giri col dito un’altra Twist2Open™, coi fotogrammi del video del brevetto.

  2. Il settore come porta del preventivo

    Nel caso studio parlate di interlocutori diversi (marketing, R&D, ufficio acquisti) e di «percorsi digitali più chiari ed efficaci». Qui il percorso parte dal settore: tocchi il tuo e si sfila un cassetto coi lavori di quel settore, i brevetti adatti e «Preventivo per» il tuo settore, che porta al modulo già impostato. In anteprima il modulo si compila e non parte.

  3. Si tocca prima di leggerla

    Le undici nobilitazioni oggi stanno nella pagina Produzione, in quadratini da 150 pixel. Qui sono in home, grandi, sotto una luce radente che segue il mouse o il dito: rilievi, lamine e floccature cambiano come quando inclini una scatola sotto la lampada.

  4. I segni del foglio macchina

    Pozzoli nasce nel 1968 come tipografia per la discografia, e la pagina porta i segni che stanno sul foglio prima della fustella: il crocino di registro accanto ai titoli, i segni di taglio agli angoli delle foto, la linea di cordonatura fra le sezioni, la barra dei colori accanto ai numeri di brevetto. I colori e i caratteri sono i loro: il cremisi del marchio, il nero caldo delle loro scatole, il loro beige; Abril Fatface e Manrope, che il sito di oggi carica da Google e qui sono serviti dalla pagina.

  5. Google, gli assistenti e LinkedIn

    La SEO di base l’avete fatta bene (Lighthouse le dà 100) e resta: il loro titolo, una descrizione, un solo titolo principale. In più ci sono i dati strutturati dell’organizzazione, dei settori e dei brevetti, e l’anteprima del link: oggi la home condivisa su LinkedIn o su WhatsApp esce senza foto, perché manca l’immagine che la accompagna.

  6. La velocità

    Niente tema, niente plugin, nessuna richiesta ad altri siti: oggi la home ne fa 25 prima di qualunque clic (YouTube, Facebook, Google Tag Manager, reCAPTCHA, iubenda, Mouseflow e i caratteri di Google). Il video della testata non è più un YouTube incorporato: sono i fotogrammi dello spot, serviti dalla pagina e scaricati dopo la prima schermata, che è una foto ferma. Il confronto non è alla pari su tutto: l’anteprima non ha l’inglese e il francese, le news, la ricerca, il modulo vero né le misure di Google, di Meta e di Mouseflow. Se a Pozzoli servono, si rimettono, e il conto si rifà con loro.

Due cose, intanto, si sistemano già domani sul sito di oggi: l’immagine dell’anteprima del link, che manca alla home; e le otto schede dei brevetti, dove sotto «Request a Call back» compare «Errore: Modulo di contatto non trovato.», proprio sulle pagine dei prodotti che fa solo Pozzoli.

Quanto tempo, e con che cosa

Lunedì 26 ottobre, dalle 17:03 alla pubblicazione, alle 18:20. Prima c’era stata la ricerca: un altro agente aveva scelto CdWeb e Pozzoli fra le agenzie di Milano, e scritto che cosa doveva sentire chi visita la home. Poi l’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che lavora con Linus, il metodo con cui lavoro: ha smontato e misurato la home di oggi, ha scritto l’analisi e il progetto, ha preso i fotogrammi dallo spot in 4K, e alle 17:34 ha consegnato le prime schermate di prova. Un secondo agente, che fa da regia per me, le ha giudicate un minuto dopo, prima che si disegnasse il resto; un terzo, che non l’ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sulla fonte. Il mio lavoro sta nel metodo che seguono.

Next.js, pubblicata su Vercel. La decisione di che cosa far sentire (la scatola che si apre, il settore come porta, la luce sulle nobilitazioni) l’hanno presa gli agenti col metodo, sul materiale di Pozzoli guardato tutto, compresi i video dei brevetti che la home di oggi non mostra.

Che cosa puoi portare a Pozzoli

  • La stessa home in francese, il cuore del vostro caso studio: le pagine per cosmetica, moda e vini che avete costruito, con la stessa velocità e la scatola che si apre.
  • Le schede dei brevetti con un testo vero, il numero e il video da provare col dito: oggi quelle del B-lock™ e della Twist2Open™ hanno solo il video.
  • Le domande e risposte che le pagine di settore hanno già («Che tipo di packaging potete realizzare per il settore…»), coi dati strutturati che leggono i motori di ricerca e gli assistenti: è il lavoro di SEO e GEO che fate, su una pagina la cui prima schermata arriva in meno di un secondo.
  • Il preventivo per settore misurato senza strumenti di altri: quale cassetto si apre, quale richiesta parte, da quale settore.
  • Un’anteprima del link per ogni lavoro del portfolio, da usare nei post di LinkedIn.

Se vuoi vedere come si lavora così

Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, Marco Santonocito e io conduciamo «AI per agenzie»: un pomeriggio con le agenzie organizzato da Alleniamo Imprese, in un’aula della 24ORE Business School di Milano.

Partecipa al corso ↗︎ (si apre in un'altra scheda)

Federico Vitiello

Alleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese

P.S.Nell’anteprima di Pozzoli ci sono due cose che quasi nessuno trova. Se le hai già trovate, complimenti; se no, apri qui.
  • I quattro gesti della Flat Box™

    Nella fascia nera dei brevetti, nella scheda della Flat Box™, la sigla «(Lift-Fold-Stick-Use)» alla fine del testo è un tasto. Toccala: sotto i brevetti si apre una scatola piatta, e con quattro tocchi, nell’ordine, si monta fino al coperchio col marchio di Pozzoli.

    PerchéÈ il brevetto in mano a chi guarda: una scatola che fino al montaggio sta piatta e in quattro gesti diventa un cofanetto rigido. Per un buyer è una cosa da provare, prima che da leggere.

    Vai ai brevetti

  • Una fustella senza scatola

    Nella barra degli indirizzi scrivi per-cdweb.alleniamoimprese.it/lavora-con-noi, una pagina che il sito di oggi ha e l’anteprima no. Si apre la pagina degli indirizzi che non esistono: la fustella di una scatola che si disegna da sola, linea per linea, e sotto le strade per la home, i settori e il preventivo.

    PerchéPrima di diventare scatola, ogni confezione di Pozzoli è una fustella sul tavolo della progettazione. Un indirizzo che non c’è è una scatola non ancora montata, e la pagina ti rimanda dove si va avanti.

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